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Cagliari, capitale del Mediterraneo
 
 
Cagliari - oltre il centro storico.

Lasciato il centro storico dopo averne visitati i quattro quartieri, ci rechiamo a visitare la zona sud-ocidentale della città che conserva la maggior parte dei resti archeologici e storici.

Dalla stazione prendiamo via Roma non verso il quartiere Marina ma verso ovest. La via si immette sul viale Trieste dove troviamo la chiesa di San Pietro, il cui primo impianto è attribuibile a maestranze lombardo catalane attive nel Giudicato di Cagliari entro la fine dell' XI secolo, mentre la trasformazione gotica della facciata è stata opera di maestranze toscane probabilmente nell'ultimo quarto del XIII secolo. La chiesasi presenta a navata unica con copertura in legno. Il giorno di San Pietro l'antica corporazione dei pescatori fa della chiesetta il centro delle celebrazioni civili e religiose.

 
 
   
 
Viale Trieste dopo piazza Trento diviene viale Sant'Avendrace, dove si trova sulla destra l'ingresso di una tomba romana nota con il nome di grotta della Vipera. La tomba contiene al suo interno il sepolcro di Atilia Pomptilia, che secondo l'elogio funebre avrebbe offerto agli dei la propria vita in cambio di quella del marito, il poeta Cassio Filippo. Il nome deriva dai due serpenti scolpiti sul frontone d'ingresso.

Sul colle di Tuvixeddu, alle spalle della grotta della Vipera, sorge la necropoli di Tuvixeddu, una delle più estese necropoli puniche del Mediterraneo, è costituita da centinaia di tombe scavate nella roccia. La zona rimase adibita ad uso sepolcrale anche in età romana imperiale ed oltre. Per raggiungerla dal centro si prende da piazza Yenne il corso Vittorio Emanuele, che diventa poi via Trento. Deviato a destra per via Gorizia si prende via Falzarego che porta sul colle all'ingresso della necropoli, attualmente chiusa al pubblico da quando dopo un lungo periodo di abbandono sono iniziati i lavori per realizzare un grande parco archeologico previsto non prima del 2006.

Anche la zona orientale della città conserva diversi edifici molto interessanti, soprattutto edifici religiosi, che conviene andare a visitare.

Uscendo dal quartiere Villanova in piazza Costituzione, prendiamo la via San Lucifero ed all'incrocio con via Sidney Sonnino troviamo un centro culturale polivalente, il Centro Comunale d'Arte e Cultura Exma, ospitato nei locali dell' ottocentesco mattatoio di Cagliari, attivo fino al 1966 e successivamente ristrutturato.

 
 
   
 
Proseguendo per via Lucifero arriviamo al complesso Paleocristiano di San Lucifero. Al di sopra della cripta è stata edificata nel 1660 la chiesa di San Lucifero, con la navata di croce latina sormontata da una bella cupola ed una facciata piana con il portone ornato da due colonne antiche in marmo. Nella facciata della chiesa sono stati incastrati antichi sarcofaghi e diversi ornamenti sepolcrali rinvenuti nella vicina necropoli.

Poco più avanti troviamo la basilica di San Saturno, uno dei monumenti paleocristiani più importanti della Sardegna. Dedicata ai Santi Cosma e Damiano, è stata edificata in stile romanico nella prima metà del V secolo e dedicata al martire cagliaritano Saturno martirizzato sotto Diocleziano nel 304. Dell'impianto iniziale resta il corpo centrale con la cupola, a questo vengono aggiunti due bracci, dei quali uno a tre navate, realizzati con architettura protoromana dai monaci Benedettini di San Vittore di Marsiglia detti anche Vittorini, fatti arrivare dal giudice Orzocco Torchitorio I che in questo modo riavvicina la chiesa sarda a quella romana. Gli stessi monaci edificano anche la chiesa di Santa Maria di Uta che vedremo più avanti.

Scendendo per viale Cimitero costeggiamo sulla sinistra la collina con il cimitero monumentale di Bonaria. Sulla sommità della collina sorge il Santuario di Nostra Signora di Bonaria, costruito dagli aragonesi durante l'assedio del 1324-1329 al Castello dove erano asserragliati i pisani. E' caratterizzato da un piccolo portale gotico sulla facciata e all'interno contiene la statua lignea della Madonna che secondo la tradizione sarebbe stata gettata in mare da una nave spagnola per evitare il naufragio e si sarebbe arenata appunto ai piedi della collina di Bonaria. Il ritrovamento del simulacro di quella che sarebbe stata chiamata la Nostra Signora di Bonaria, fu interpretato come un segno divino e cosi si edificò la basilica dedicata alla Madonna protettrice dei marinai. Il chiostro del convento ospita il Museo Marinaro.

 
 
 

 Stampace  Castello  Marina  Villanova  Oltre il centro  Poetto
© Foto e testi di Claudio de Tisi
 

 
 
   
   

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