" Si comincia il 1° Maggio a Cagliari. La sagra si ripete ogni anno dal 1657.
La sfilata dei gruppi in costume parte da Cagliari e giunge fino a Nora (circa 35 Km da Cagliari). Si tratta di una delle feste più significative dell'isola... "

Ed ecco il palco delle autorità di fronte al municipio: l'Alternos con il nastro tricolore in rappresentanza della municipalità affiancato da due valletti in costume spagnolesco. A questo punto il pellegrinaggio-processione perde gran parte della tensione spettacolare. Il santo si allontana lentamente, comincia il suo itinerario secolare, senza più coreografie. Indossati gli abiti da battaglia e caricato su un cocchio da viaggio Efisio compie le tappe consuete, seguito soltanto da un drappello di fedeli.
Su Loi, Villa d'Orri, il pernottamento a Sarroch, Villa San Pietro, Pula. Infine, il 3 maggio, l'arrivo a Nora dove al tramonto il santo viene portato a braccia lungo la spiaggia, di fronte alle rovine della città romana dove il 15 gennaio del 303, secondo la leggenda si compì il martirio. Il giorno dopo comincia la strada del ritorno verso Cagliari: appuntamento alla chiesetta di Giorgino, senza più splendore e colori. Ad attenderlo sul piazzale della chiesa di Stampace solo i fedeli del quartiere che lo vedono tanto stanco per il lungo viaggio. Il cocchio con Efisio rientra nella chiesa, la grande sagra è finita. "A atrus annus!", gli gridano. Sì, certamente: al prossimo anno.
Testi di Mauro Lissia (tratto da Sardegna supplemento a Bell'Italia n. 85, anno VIII, maggio 1993.